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Se l’uomo fosse un software, sarebbe open source

Se l’uomo fosse un software, sarebbe open source

On January 23, 2018, Posted by , In News, By ,, , With No Comments

aricbra


Per fortuna di chi, come noi, ama la varietà e le diversità, e intravede occasioni di crescita e sviluppo nel confronto e a volte anche nello scontro, le persone sono davvero tutte differenti tra loro. Tutti noi abbiamo background e caratteri unici. Chi viene dal nord, chi viene dal sud, chi punta più in alto, chi si accontenta per un po’ e poi riparte, chi spera in un mondo migliore, chi prova a costruirlo. Chi parte lento, chi parte forte, chi resta sano, chi va lontano.

Tutti diversi ma con la stessa forte esigenza.
Abbiamo tutti bisogno degli altri!

Per chiedere aiuto o per offrirlo, per sapere cosa ci piace, per sentirci migliori, per ritrovarci peggiori, per capire in che direzione andare, per invertire rotta, per costruire progetti a pezzi e capire che quei pezzi messi insieme funzionano cento volte di più di una singola idea chiusa in cassetto e custodita.

Le idee non ci appartengono, fosse per noi non andrebbero neanche brevettate. Quanto ci appartiene di un’idea e quanto appartiene all’amico con cui abbiamo chiacchierato la sera precedente e l’altra ancora. Ma questa è solo una nostra idea, verrebbe da dire!

L’inferno sono gli altri “perché gli altri sono, in fondo, ciò che vi è di più importante in noi stessi. Qualunque cosa io provi per me, il giudizio degli altri entra in mezzo. Ciò vuol dire che, se i miei rapporti sono cattivi, io mi metto a totale dipendenza degli altri e allora, in effetti, io sono nell’inferno.” Sartre

Se i rapporti risultano costruttivi e prolifici, vi è interdipendenza e la strada è spianata per compiere rivoluzioni non violente e stravolgimenti culturali, per tendere a quel sogno romantico di una filosofia di vita open source che inconsciamente un po’ ci accomuna.

Tutti prima o poi, in misura maggiore o minore condividiamo con gli altri il nostro codice sorgente. Se fossimo un software saremmo open source.

Lo saremmo per necessità, o solamente per il piacere di farlo, per migliorarne alcuni punti, per segnare la strada agli altri con un buon pezzo di software, o per offrire, con righe di più scarsa fattura, la possibilità di confronto e crescita.

Come nella rete, i nostri codici sorgenti interagiscono e si modificano in continuazione. Spesso si arriva a veri e propri flop, a volte a interazioni che sarebbe stato meglio non vi fossero state, altre volte può rinascere Linux.

Qualunque sia l’esito, una cosa è certa. L’interazione e lo scambio non terminano mai. Per nostra stessa natura sappiamo che non c’è un punto di arrivo e che non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume. Tutto scorre e, si potrebbe aggiungere, tutto si mescola.


Allora perché siamo open source?

Perché abbiamo bisogno degli altri e gli altri ne hanno di noi.
Perchè crediamo che non vi sia un punto di arrivo definitivo ma solamente momenti in cui comprendiamo di aver segnato qualcosa, aperto un varco che chi passerà di lì, potrà sfruttare.

Siamo open source perché raggiunto un obiettivo festeggiamo per qualche minuto, magari qualche ora, poi, ripartiamo un po’ più consapevoli ed entusiasti.

Siamo open source perché è naturale condividere. Perchè siamo compagni di viaggio e da cum-panis, il pane lo dividiamo per darci supporto lungo tutto il percorso.

Siamo open source perché quando interagiamo con gli altri sappiamo che l’approccio migliore è quello di essere trasparenti. Abbiamo capito che la trasparenza è una forza incredibile, infatti, anche se siamo a migliaia, riusciamo a vederci attraverso individuando e allontanando pericoli e minacce.

Siamo open source perché in fondo siamo dei sognatori e segretamente immaginiamo un mondo in cui le opportunità e i saperi vengano ridistribuiti in modo più equo.

Siamo open source perché siamo sempre disposti a rimettere tutto in discussione. Sulle nostre convinzioni, sui principi in cui crediamo con tutti noi stessi, siamo però disposti a vendere la pelle a caro prezzo.

Siamo open source perché grazie al contributo di tutti, l’asticella si alza ogni giorno di più; noi respiriamo e ci fermiamo per un istante.
Prendiamo la rincorsa e liberiamo un salto, il migliore che abbiamo.
Alzeremo le braccia o vedendo l’asticella cadere, raccoglieremo consigli, concentrazione e forza per riprovare.

Sarà un’altra esperienza da condividere.
In fondo, siamo open source perché in questo mondo abbiamo semplicemente accettato di essere uomini.

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